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Vallo di Nera, un castello da fiaba per un weekend nell’Umbria dei borghi


Le “vallanate”, ovvero i racconti fantastici ed iperbolici di carattere popolare, particolarmente diffusi a Vallo di Nera, costituiscono parte del ricchissimo patrimonio della cultura orale della Valnerina. La Casa dei Racconti nasce, infatti, come centro di ricerca e documentazione di questo patrimonio immateriale ed, allo stesso tempo, rappresenta una grande antologia per conoscere la cultura popolare ed i suoi valori attraverso il racconto degli stessi abitanti del territorio. La dotazione della Casa dei Racconti (libri, riviste, materiale audio e video, editoria digitale, ecc.) si avvale dei contributi di studiosi ed appassionati, delle opere premiate nel concorso letterario “Il racconto del nonno”, nonché della spontanea e generosa disponibilità della popolazione della Valnerina e dell’Umbria in generale.

Vallo di Nera emerge dai boschi con le sue case compatte di pietra chiara, straordinariamente conservato dal 1217, quando la città di Spoleto concesse agli uomini di Vallo di costruire un castello a difesa della valle sul colle Flezano dove in precedenza sorgeva una rocca longobarda.

A Vallo di Nera sembra che natura e cultura entrino in simbiosi senza contrasti, se infatti la natura marca tutto il territorio mediante l’andamento sinuoso del fiume Nera, parallelamente ad esso scorre, quasi riprendendone il percorso, un’opera umana di indubbio pregio: la ex Ferrovia Spoleto – Norcia. I lavori di realizzazione del tratto ferroviario in questione furono iniziati a partire dal 1909 per concludersi nel 1926, anno di attivazione. Il tracciato della ferrata era quanto di più arduo, in quei tempi, la progettazione potesse consentire; 19 gallerie, 24 ponti e viadotti ingegneristicamente avveniristici e di grande pregio architettonico, tratti di linea all’interno della montagna con andamento elicoidale, pendenze fino al 45 x mille nel tratto tra Spoleto e la valle del fiume Nera. La ferrovia è un percorso affascinante in ogni suo angolo, specialmente in questo, con la rigorosa vegetazione ripariale dell’angusto fondovalle che si contrappone, dal punto di vista cromatico, ai lecceti dei versanti rocciosi scoscesi ed impervi. Oggi non più in uso, il Ministero dei Trasporti ne decretò la dismissione del 1968, rimane possibile percorrere a piedi o in mountain bike gran parte del suo tracciato.

Per le sue caratteristiche può definirsi una ferrovia alpina e rappresentava un piccolo gioiello di ingegneria ferroviaria. Lungo il percorso vennero costruite 19 gallerie e 24 viadotti considerati all’avanguardia da un punto di vista ingegneristico e di grande pregio architettonico .

Paesaggi del Sacro: questa è la sintesi che meglio riassume la ricchezza spirituale ed architettonica di Vallo di Nera e del suo territorio. Il borgo, uno dei più limpidi esempi di castello d’altura, tanto da far rientrare il paese fra “I 100 borghi più belli d’Italia”, conserva al suo interno due autentici scrigni d’arte: la Chiesa di Santa Maria e la  Chiesa di San Giovanni Battista. La prima, sorta verso la fine del sec. XIII, era un tempo intitolata a San Francesco  con annesso ex convento ed in origine era racchiusa dalla cinta muraria. La facciata, in pietre conche, è in linea con il romanico spoletino. Una possente torre campanaria, un tempo inserita nella cinta del castello, si eleva al di sopra del presbiterio. L’interno della Chiesa è caratterizzato da una decorazione a fresco che, attraverso interventi successivi, copre l’intera superficie muraria fornendo un  chiaro esempio di come un tempo la decorazione a fresco finisse per ricoprire tutta l’area del tempio, attraverso sovrapposizioni e giustapposizioni. La Chiesa di San Giovanni, invece, domina i silenzi di una pittoresca piazzetta dotata di un piccolo pozzo e si colloca nella parte più alta del castello. Il tempio conserva al suo interno interessanti tele, una solenne pareteabsidale in cui è raffigurata la rappresentazione della Morte ed Incoronazione della Vergine, affrescata da Jacopo Siculo nel 1536.

Le mura possenti e le antiche torri circondano le case in pietra che sono addossate le une alle altre e interrotte solo da ripide viuzze, da archi e sottopassaggi.

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